Weekend in Umbria : 5 borghi tra i più belli da visitare

Rinomata in tutta Europa per i suoi paesaggi naturalistici unici e inconfondibili, l’Umbria regala a chi la visita scorci e panorami mozzafiato. Le sue colline verdeggianti sono costellate di borghi carichi di poesia e dal fascino misterioso. Nel corso del tempo ha saputo conquistare ed è stata cantata e raccontata da poeti e artisti provenienti da ogni dove.

Parisianinrome parte oggi alla (ri)scoperta del meraviglioso territorio umbro soprannominato il “cuore verde dell’Italia” che tra le sue dolci colline nasconde borghi di profondo interesse storico-architettonico.

1. Spoleto

Visitando Spoleto mi sono riconosciuta nelle parole, che già conoscevo, di Herman Hesse scritte in una lettera alla moglie “Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia, c’è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!”.

Oltre alla ricchezza paesaggistica che ha stregato lo scrittore, sono stata impressionata dalla fusione di stili ed elementi architettonici che spazia dalle vestigia romane, all’architettura barocca sino a quella rinascimentale. Una bellezza semplice, quella naturalistica, cui si affianca una più complessa, quella delle strade strette, impervie e caratteristiche dei borghi medioevali, quel genere di vicoli in cui perdersi equivale a ritrovarsi.

La passeggiata lungo la Rocca Albornoziana è invece un’esperienza a sé stante. Raggiungibile tramite un ascensore, regala agli occhi una vista mozzafiato sulla bellezza inconfondibile del territorio umbro.

2. Orvieto

Situata in cima a una rupe di tufo, Orvieto è una delle città più belle d’Italia. Ricca di storia e capolavori architettonici, è quasi impossibile non camminare col il naso all’insù addentrandosi per le sue vie.

Famoso soprattutto il Duomo con il suo rosone, simbolo dell’architettura gotica italiana che colpisce per i mirabolanti giochi di luce creati all’interno. Sicuramente da vedere è la Cappella di San Brizio, capolavoro del rinascimento italiano completato da Luca Signorelli. Orvieto sotterranea, con il Pozzo di San Patrizio, offre una delle opere più incredibili ed impressionanti mai realizzate. Si tratta di una vera e propria torre ‘al contrario‘ che scende in profondità , scavata nel sottosuolo.

A pranzo mi sono fermata all’ Antica Bottega al Duomo, accogliente enoteca a pochi metri del duomo con ottimi prodotti tipici artigianali come salumi, insaccati, formaggi, tartufo fresco, il tutto accompagnato da ottimo vino (si tratta di un locale molto piccolo, semplice , che lascia il palato soddisfatto).

3. Todi

Todi è stata una vera sorpresa, non mi aspettavo di trovare un borgo così perfetto, armonioso ed elegante. Una piccola città medievale che sporge in cima ad una collina e domina la valle del Tevere. E’ stata anche definita come la città più vivibile al mondo da una commissione di ricercatori americani.

Appena arrivata, si parte con il tempio di S. Maria della Consolazione che sorge ai piedi del colle di Todi, edificio rinascimentale a croce greca. Ispira perfezione, equilibrio e unità dello spazio. La costruzione del tempio è legata ad una leggenda che vorrebbe un uomo guarito da una malattia agli occhi mentre puliva un affresco della Madonna.

Si prosegue verso Porta Orvietana tramite un ascensore che conduce alla rocca di Todi, la parte più alta della città.

Nel Tempio di san Fortunato invece, in cima ad una suggestiva scalinata, sono conservate le osse del poeta Jacopone da Todi.

Si raggiunge quindi Piazza del Popolo dove si affacciano gli edifici pubblici più importanti della città. In questo scenario è bello fermarsi magari per prendersi un caffè a assaporare il dolce ritmo di vita della città.

4. Spello

Spello ci accoglie con un tripudio di colori e profumi, un susseguirsi di bellezze ed emozioni visive e olfattive che serpeggiano in ogni vicolo raccontando lo splendido gusto degli abitanti locali per l’eleganza e la buona tavola. Ritmi lenti, storia e cultura, un borgo dove il tempo sembra essersi fermato e che tu, visitatore, non puoi fare a meno di commentare sottovoce per paura di rompere l’atmosfera di quiete e la tranquillità di questa città che sembra particolarmente gelosa nel custodire i propri segreti.

Adagiata su uno sperone del Monte Subasio, Spello venne fondata dagli umbri e divenuta insediamento romano, prese il nome di Colonia Iulia Hispellum nel 41 a.C. da cui il nome definitivo della città. Vanta uno degli esempi di cinta augustea meglio conservati in Italia. Le Torri di Properzio, troneggianti ai lati della Porta Venere, sono bellissime.

5. Montefalco

Montefalco è uno dei luoghi più pacifici della terra, un quieto centro di arte francescana. Tutto è antico, medioevale” Herman Hesse.

Una città gelosamente protetta da un’importante cinta muraria, di strade in pietra, e piccole botteghe laddove si respira ancora l’atmosfera pacifica e quieta d’altri tempi. Denominata la città ringhiera, Montefalco è come sospesa tra il passato a cui ancora appartiene ed il presente delle verdi colline su cui si affaccia.

Il Belvedere infatti, consente all’occhio di spaziare sino a Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Spoleto mentre all’orizonte si possono notare addirittura il Subasio e i Monti Martini.

Terra del Sagrantino, mi è rimasta impressa la veduta panoramica sugli uliveti e i vigneti. Il vino rosso DOCG che qui si produce, reca i connotati tanninici di tutta l’Umbria.

La Piazza del comune è il punto più alto del borgo verso cui convergono tutte le principali vie dalle rispettive porte di accesso alla città. Vi si affacciano il Palazzo del Commune, l’ex chiesa di San Filippo Neri e l’oratorio di Santa Maria di Piazza.

Ubicata nel centro di Montefalco, il Complesso museale di San Francesco è uno dei più prestigiosi musei dell’Umbria che conserva importante testimonianza della pittura rinascimentale dei secoli XV-XVI.

Dove mangiare ? Alla via di Mezzo da Giorgione naturalmente, il ristorante del famigerato chef televisivo di Gambero Rosso, “Giorgione. Orto e cucina”.

La cucina di Montefalco è una cucina semplice, legata alla tradizione culinaria umbra come il risotto montefalchese e gli strangozzi o le pappardelle al Sagrantino.

Spero vi sia piaciuta questa mia breve guida attraverso i siti turistici dell’Umbria, più che altro un suggerimento a chi come me ama la storia, la natura, e la buona tavola.

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