Poche settimane fa ha aperto “Shiroya” a Roma, il primo ristorante di cucina giapponese tradizionale che vuole  offrire ai romani un viaggio gastronomico nel Sole Levante.

L’idea nasce da Sabrina Bai,  giovanissima imprenditrice che grazie al sostegno di Dario Laurenzi della Laurenzi Consulting, è riuscita a concretizzare il suo sogno: far conoscere attraverso i piatti della tradizione una terra cosi lontana, affascinante e misteriosa come il Giappone.

Quando ho pensato per la prima volta alla nascita di Shiroya mi sono posta una domanda: quante persone hanno avuto l’occasione di viaggiare attraverso il Giappone, tra le città ipertecnologiche e le campagne in cui si respira ancora la storia di questo popolo? Qui in Italia è
tutto così differente per modi di vivere, di pensare e di cucinare. Chi sa da cosa sia composto un tonkatsu, un piatto semplice e gustoso o come deve essere preparato il brodo di maiale del ramen tradizionale? Quando è giusto aggiungere la soia nei condimenti? Che tipo di riso va usato in un sushi uscito dalle mani di un vero sushi chef giapponese? E quante varianti esistono del curry rice (piatto sempre presenti nelle tavole delle famiglie giapponesi e del quali esistono innumerevoli varianti: in pratica ogni famiglia ha labsua!)? Domande banali per chi viva in questi luoghi, come per noi raccontare uno spaghetto al pomodoro, ma per tanti non proprio semplici. Così, per far sentire Roma più vicina a questa terra ho viaggiato e lavorato in Giappone con la mia famiglia e il risultato è la nascita di Shiroya!” afferma Sabrina Bai.

ORIGINE DEL NOME

Shiroya prende origine dal cognome di Sabrina: infatti, Shiro e Bai utilizzano lo stesso ideogramma anche se con una pronuncia differente. Shiro significa Bianco e Ya significa “locale, casa”, per cui Shiroya è il Ristorante
Bianco.

Il logo del locale inoltre è un airone con il becco proteso verso l’alto che, nella cultura nipponica,
rappresenta longevità, buona fortuna e pace.

 

LA CUCINA TRADIZIONALE NIPPONICA DI SHIROYA

In cucina – racconta Sabrina Bai– prepariamo ogni giorno i piatti della tradizione gastronomica
giapponese seguendo solo ricette autentiche, guidati dai principi della cultura nipponica: il rispetto dei tempi, l’equilibrio e il rispetto dei sapori popolari.”

AIRONE SHIROYA

Così gli ospiti di Shiroya, situato a pochi passi da Campo de’ Fiori, a via dei Baullari, potranno immergersi in un atmosfera tipica delle trattorie nipponiche assaggiando piatti della cucina tradizionale del Sole Levante.

 

CONCEPT, IMMAGINE E DESIGN INTERNO

Sabrina Bai dopo gli studi superiori decide di intraprendere la via dell’università ma non soddisfatta della sua scelta, inizia a lavorare e apre un ristorante in pieno centro di Roma ma capisce che le sue conoscenze non sono complete. Decise così di frequentare il corso “Progettare e gestire un ristorante di successo”. L’incontro con Dario Laurenzi, uno dei docenti principale, darà inizio a una bellissima avventura ristorativa.

Per gli allestimenti interni sono stati studiati e realizzati elementi tradizionali della “trattoria giapponese”, come le tavolette in legno, piccolo “mosaico” a parete che rappresenta il menu di Shiroya o il Noren, la tenda esterna come insegna di ristoranti e negozi .

Le realizzazioni grafiche sono state disegnate a mano, prendendo ispirazione dagli autentici ristoranti popolari giapponesi e ricordando i poetici disegni del maestro d’animazione Hayao Miyazaki che ha sempre dedicato un’attenzione particolare alla rappresentazione del cibo della tradizione.


IL MENU

Spesso riteniamo di conoscere la cucina nipponica ma in realtà essa ci riserva mille sorprese che da Shiroya potrete assaggiare. Il menu comprende piatti caldi e freddi della cucina giapponese tradizionale, interamente preparati in casa, anche quelli che prevedono lunghi procedimenti.

Tra gli antipasti, troverete il TAMAGOYAKI, l’omelette giapponese, e la CHASYU, l’arrosto di maiale che si prepara con la pancetta arrotolata su se stessa, che viene prima bollita, poi brasata e infine cotta con la salsa di soia.

FILETTO DI MAIALE

La TONKATSU e la CHICKEN KATSU sono alte cotolette di maiale e di pollo che vengono prima panate e fritte e
successivamente messe in pentola con cipolline e salsa katsu. Una volta cotte, si versa sopra di esse
dell’uovo che si cuoce con il calore della cotoletta.

Ottimo e davvero poco diffuso in occidente, è il CHAWANMUSHI, un budino di uovo preparato con acqua, funghi e cotto molto lentamente al vapore all’interno della ceramica stessa in cui viene servito. Viene completato da una polpetta di pesce insieme a vongole e a uova di salmone: è un piatto molto diffuso in Asia e molto casalingo.

CHAWANMUSHI

Immancabili gli GYOZA, i tipici ravioli, anche questi assolutamente fatti a mano, con pollo o maiale o verdure miste.

Il SUSHI, anche lui parte fondamentale dell’offerta gastronomica di Shiroya, viene preparato da un cuoco venuto
appositamente dal Giappone e gelosissimo dei segreti della sua cucina e della cura delle materie prime.

SASHIMI SHIROYA LIGHT

Molto particolare il KAISEN CHIRASHI, dove ritroviamo la particolarità del sashimi sul riso.

Non può mancare L’ANGUILLA, servita con del riso viene preparata con anguilla fresca sfilettata, stesa e bollita per togliere la  viscidità; viene messa su spiedini e grigliata con una salsa preparata con soia e scarti dell’anguilla stessa.Questa procedura viene ripetuta per molte volte.

L’ANGUILLA

Tipici della cucina tradizionale anche i RAMEN e cioè il MISO RAMEN (vegetariano) e lo SHOYU RAMEN, fatto con brodo di carne cotto per 12 ore con tutte le carni e le verdure.

Il KAISEN RAMEN, un ramen al sale con un brodo molto delicato con alghe, pesce, calamari, capasanta,
calamari, polpette di pesce. E il CURRY UDON, un piatto anche questo molto tradizionale e giornaliero nelle
case giapponesi, un piatto per il quale ognuno ha la sua ricetta personale.

 

INFORMAZIONI

Shiroya – Cucina tradizionale giapponese
Via dei Baullari 147/A, (Campo de’ Fiori) – Roma

www.shiroya.it