Sangiovese Experience, un viaggio in terra Romagnola

Il Sangiovese di Romagna è da sempre un grande classico, in grado di racchiudere per davvero i colori, i profumi ed i sapori della terra dalla quale proviene.

A tavola, questo vino si comporta praticamente come un commensale aggiunto, schietto e sincero, con il quale condividere ad esempio un bel piatto di tagliatelle al ragù alla bolognese.

Il mio legame con il vino nasce dall’infanzia, quando alla fine dell’estate ero ospite delle vigne degli amici di famiglia in campagna. Mi permettevano di raccogliere l’uva ed a volte di entrare a piedi nudi dentro uno dei grandi tini di legno e pestare vorticosamente quei succosi acini dorati. A tavola poi, mi veniva servito di nascosto un bicchiere di vino allungato con un po’ d’acqua – o forse dovrei dire l’opposto. Non è che mi piacesse particolarmente all’epoca, ma il gusto di qualcosa alla cui creazione avevo in parte contribuito, unitamente al fatto di considerare il vino una bevanda “proibita” a me che ero ancora bambina, ha gettato un seme che si è fatto lentamente strada in me sino all’età adulta trasformandosi in una profonda e radicata passione.

Da amante del vino sono stata pertanto particolarmente onorata di essere ospite del Consorzio Vini di Romagna, terra di piccoli borghi, dolci colline e vigneti a perdita d’occhio cogliendo al balzo l’occasione di scoprire il suo fiore all’occhiello, il Romagna Sangiovese DOC.

ROMAGNA SANGIOVESE DOC, UNA STORIA DA SCOPRIRE

Ogni vino è un cantastorie che racchiude e racconta vicende legate alla terra in cui nasce, facendole confluire nel palato di chi lo assaggia. Non potendo farvi degustare direttamente il vino proviamo dunque a raccontare un po’ di storia.

Secondo gli etimologi, il nome del Sangiovese avrebbe origini “mitologiche”, si sostiene infatti che derivi dal Latino Sanguis Jovis (Sangue di Giove) e che nel corso degli anni abbia poi assunto l’attuale denominazione di Sangiovese.

Questo vino ha origini antichissime. Compare già in un atto notarile del 1672 contenuto nell’archivio di stato di Faenza. E’ il primo documento a parlare del Sangiovese di Romagna e testimonia la nascita di questo vino proprio in questa regione d’Italia. Una signora, proprietaria del podere Fontanella posto a 400 metri di altura, cede in affitto una vigna al parroco di Pagnano: tre filari di Sangiovese posti vicino a casa. Questo documento d’importanza straordinaria ha gettato una nuova luce sulla storia del “Sangiovese, vino di Romagna.

Ph. Manuela Vitulli

LE CARATTERISTICHE DEL ROMAGNA SANGIOVESE DOC

Il Consorzio Vini di Romagna che riunisce cantine, aziende vinicole e produttori di vino è da sempre impegnato nella promozione e nella valorizzazione dei vini romagnoli, fuori e dentro i confini italiani.
Il Sangiovese è il fiore all’occhiello della ditta e lo scopo per cui siamo qui.

Non appena mi viene versato nel bicchiere, lo inclino d’istinto e mi fermo ad osservare quel caratteristico rosso rubino venato di riflessi violacei. Lo annuso e riconosco profumi di viola e ciliegia, tipici del vitigno Sangiovese. Al palato si presenta fresco, armonico, a volte leggermente tannico. La memoria strutturale, gli “input” della terra, vengono impressi nella mia mente assieme alla freschezza del vino: lo vedo materializzarsi accanto a me con tutte quelle che sono le caratteristiche universalmente riconosciute del Romagna Sangiovese DOC : commensale perfetto, schietto e un po’ ruvido ma allo stesso tempo delicato e aperto.

Così connotato, il Romagna Sangiovese DOC si dimostra particolarmente indicato per pasteggiare con carni rosse, tortellini o Cappelletti al ragù, oppure formaggi stagionati.

 

BRISIGHELLA – UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Accolti dall’ associazione “Pro loco di Brisighella” (RA) – dopo una preliminare presentazione urbanistica della città, siamo stati accompagnati da una visita guidata alla scoperta di quello che è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.

La passeggiata suggestiva e d’altri tempi, si snoda attraverso l’antica Via degli Asini: caratteristico passaggio coperto e sopraelevato che corre lungo i palazzi, il cui nome deriva dalla originaria destinazione a ricovero per gli asini.

 

L’enogastronomia è anche una attività fondamentale del borgo – vengono dedicate ai prodotti tipici alcune importanti sagre. Il nostro tour ci vede quindi diretti alla volta della cooperativa “Terra di Brisighella, Cooperativa Agricola Brisighellese” per un gradito assaggio di pane ed olio da sempre una combinazione perfetta, naturalmente insieme ad un calice di Sangiovese nella mano.

Il prodotto principale è l’olio extravergine d’oliva Brisighello (Olio extra vergine di Oliva 90% Nostrana di Brisighella), certificato DOP europeo .

 

TORRE DI ORIOLO

La Torre di Oriolo è uno dei punti panoramici più suggestivi del faentino e quel che resta dell’antico castello e del borgo medievale.

La nostra degustazione di Romagna Sangiovese DOC prosegue proprio all’interno della Torre. Il luogo e l’atmosfera sono altamente evocativi: non a caso l’assaggio avviene davanti a un camino acceso, il che rimanda immediatamente al pranzo dei contadini di una volta.

Terminato l’assaggio, non abbiamo saputo resistere alla tentazione di salire in cima alla Torre. Una piccola scala a chiocciola molto ben conservata ci ha condotte fin sul terrazzo merlato che si apre a 360° su una vista panoramica della campagna e i vigneti della regione.

SANGIOVESE DI ROMAGNA DOC A TAVOLA

Momento clou della giornata è l’ora del pranzo. Immersa nelle splendide colline di Predappio (da secoli la culla del vitigno Sangiovese) ci riuniamo intorno al tavolo del Condè, dove la magia della campagna si sposa agli ameni piaceri delle vigne.

Ph. Manuela Vitulli

Il ristorante Condé annovera all’interno del suo menù prodotti tipici del territorio, che si amalgamano alla perfezione tra di loro secondo i dettami della rinomata tradizione culinaria romagnola ovviamente impreziosita dal protagonista assoluto, il Romagna Sangiovese DOC.

E come ogni buon piatto ha bisogno del suo accompagnamento particolare, tanto sulla tavola quanto nel palato, anche noi col calice levato ci lasciamo trasportare dalle chiacchiere e dal buon cibo in questa cornice d’eccezione.

Soufflé di bufala con porcini zucchine trifolate e gocce di sangiovese
Melanzane ripiene
Tortellini con verdure

La mia #SangioveseExperience si conclude in allegria e convivialità con la visita della cantina del Condé: per un’appassionata di vini si tratta di un’esperienza sensoriale emozionante, scoprire in prima persona il lavoro minuzioso e paziente – unitamente dell’uomo e del tempo – che si cela dietro a ogni bottiglia.

Cantina Condé

 

Se al termine di questa mia cavalcata attraverso i piaceri enogastronomici della Romagna vi è venuta l’acquolina in bocca ed avete voglia di assaggiare alcuni dei vini del tour, eccone di seguito la lista completa.

ROMAGNA SANGIOVESE DOC – I VINI ASSAGGIATI

  • Romagna Sangiovese Riserva DOC, I GESSI annata 2015 – CAB;
  • Romagna Sangiovese Superiore DOC, CUOR DI LEONE – Spinetta;
  • Romagna Sangiovese Superiore DOC, ROSSO DELLA TORRE annata 2016 – La Sabbiona;
  • Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC, NONNO RICO – Poderi Morini;
  • Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC, MICHELANGIOLO – Calonga;
  • Romagna Sangiovese Superiore DOC, CONDE’ annata 2015 – Condè;
  • Romagna Sangiovese Predappio DOC, CHIARA CONDELLO annata 2015 – Condè.
Sangiovese Experience

Si ringrazia per la gentile disponibilità, accoglienza e competenza:

Per saperne di più (link Consorzio Vini di Romagna)

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