La mia prima volta a Pompei con Booking.com

Il 24 agosto del 79 d.C., il Vesuvio – un vulcano sino a quel momento creduto un monte – si risvegliò segnando una delle più importanti tragedie vulcaniche della storia, distruggendo e cancellando in un attimo la sottostante città di Pompei che dormiva tranquillamente ai suoi piedi. La città fu considerata perduta per più di 1700 anni, fino a che i Borbone -sovrani della città di Napoli- iniziarono gli scavi portando alla luce una delle meraviglie mondiali dell’archeologia dichiarata Patrimonio dell’UNESCO a partire dal 1997.

Personalmente era molto tempo che desideravo visitare gli Scavi di Pompei, desiderio che ho finalmente realizzato pochi giorni fa grazie a Booking.com. Il centro archeologico è facilmente raggiungibile da Roma prendendo il treno per Napoli in 1 ora e 20 minuti, quindi la linea Circumvesuviana fino agli Scavi (30 minuti ca.). Appena arrivata ho alloggiato all’Hotel degli Amici, un elegante e confortevole hotel 3 stelle che gode di una posizione strategica, a pochi passi dell’entrata principale degli Scavi di Pompei.

Hotel Degli Amici

L’organizzazione del tour è stata curata dall’agenzia turistica Pompei Service di Carmine di Paolo. La mia guida Gisela mi ha fatto viaggiare nel tempo, portandomi a passeggiare lungo i viottoli dell’epoca romana attraverso riti e culti immortalati per sempre nella pietra dalla tragedia.

Esempio di calco

Superata l’entrata dove si trovano i calchi degli ultimi attimi di vita a Pompei, proseguendo dritto si arriva alla Grande Palestra. Mens sana in corpore sano era il motto degli antichi romani che amavano forse più degli uomini contemporanei prendersi cura del loro corpo. Si dedicavano con particolare attenzione allo sport. Si tratta del maggior impianto ginnico che sorge nei pressi dell’anfiteatro. Fu costruito all’epoca di Augusto e fu il luogo di ritrovo destinato alla formazione atletica e intellettuale dei giovani. Al centro, si trovava una piscina.

La Grande Palestra

Considerato come uno degli edifici meglio conservati nel suo genere, nonché uno dei più antichi al mondo, l’Anfiteatro fu costruito nel 70 a.C. dalla volontà dai duoviri Caius Quinctius Valgus e Marcus Porcius ed era utilizzato per giochi circensi e combattimenti tra i gladiatori. Poteva accogliere 20. 000 spettatori divisi in 3 categorie: ima cavea riservata alle personalità note della città, la media cavea, ossia la zona centrale riservata al popolo e la summa cavea riservata alle donne. I Pink Floyd girarono nell’Anfiteatro il celebre documentario Live at Pompeii.

Iscrizione romana
Anfiteatro

Proseguiamo verso la Praedia di Giulia Felice che fu una delle prime case ad essere portata alla luce. Si tratta di un grande complesso di proprietà di Giulia Felice, costruito nel I secolo a.C. e organizzato come una “villa urbana” caratterizzata da un grande spazio verde. La Praedia si organizza in diversi nuclei dotati di  entrate indipendenti: casa con atrio, un grande giardino sul quale si aprono una serie di case residenziali, terme e un vasto parco.

Praedia di Giulia Felice
Praedia di Giulia Felice
Praedia di Giulia Felice

Continuando attraverso via dell’Abbondanza, incontriamo la Casa della Venere con conchiglia. Deve il suo nome all’affresco di Venere sdraiata su una conchiglia nel giardino. Era la domus di una ricca famiglia e non a caso reca l’affresco di Venere dal momento che la dea era anche la protettrice di Pompei insieme a Marte. Tanto bella quanto sfortunata, venne danneggiata già dal terremoto del 62 d.C, quindi sommersa  dall’eruzione del 79 d.C ed infine colpita dalle bombe nel 1943.

Casa della Venere in Conchiglia
Casa della Venere in Conchiglia

Paragonabile alle nostre tavole calde, il Thermopolium era un luogo di ristoro in cui si servivano bevande e cibi caldi. Uno dei più noti e esistenti a Pompei è senza dubbio il Thermopolium di Lucius Vetutius Placidus, affacciato sulla centralissima via dell’Abbondanza con un bancone in muratura, decorato da lastre marmoree, nel quale erano incassate grosse anfore di terracotta per contenere il cibo.

Thermopolium

Occorre ricordare che l’attività dei fullones cioè dei lavandai era molto importante a Pompei tanto che nel corso degli anni sono state ritrovate ben 18 lavanderie. Gli abitanti erano molto attenti alla pulizia dei propri abiti. La più famosa e meglio conservata lavanderia è la Fullonica di Stephanus che si presentava come una vera e propria industria ma soprattutto è l’unico esempio di atrio a tetto piatto. Le fullonicae erano usati sia per finire i tessuti che dovevano essere sgrassati dopo i lavori di filatura e tessitura, sia per la semplice pulizia degli abiti.

Fullonica detta di Stephanus
Fullonica detta di Stephanus

Nota per le sue magnifiche rappresentazioni teatrali sulle pareti, la Casa di Casca Longus detta anche dei quadretti, apparteneva ad uno dei cospiratori che uccise Cesare nel 44 a.C.

Casa dei quadretti

La Casa del Poeta Tragico è invece una tipica casa ad atrio, famosa per il suo mosaico con cane alla catena  all’entrata. Era una sorta di avvertimento per spaventare le persone.

Casa del Poeta Tragico

Situato nell’area del Foro Triangolare, una delle più antiche aree sacre dell’area pompeiana, sorge il Piccolo Teatro, finanziato dagli stessi magistrati dell’anfiteatro. Conosciuto come Odeion veniva usato per rappresentazione teatrali ma anche esibizioni musicali e canto.

Piccolo Teatro

Il Foro naturalmente ha costituito il momento clou della visita. Come tutti sanno rappresentava il cuore pulsante politico, economico e religioso dell’urbs romana, e dunque anche di Pompei. Era la piazza principale della città dove ai carri era vietato l’accesso, che era perciò consentito esclusivamente ai pedoni. Si tratta di una grande piazza a pianta rettangolare, non necessariamente riservata soltanto a questioni di natura politica e amministrativa, ma intesa anche come luogo di commercio e che a livello planimetrico era concepita in modo da poter contenere tutti gli abitanti di Pompei.

Foro
Foro
Foro

Tra gli edifici più importanti del Foro, al lato orientale, si trova la Basilica che era la costruzione più sontuosa del Foro ed era usata principalmente per le funzioni amministrative e giuridiche.  Va detto inoltre che si tratta del più antico edificio pubblico della città ed è l’unica testimonianza dell’arte preromana pervenuta ai giorni nostri.

Basilica

Ringrazio Booking di avermi fornito l’opportunità di immergermi in questo mondo perduto e affascinante, scolpito per sempre dalla tragedia nella pietra e da questa fantastica esperienza nella mia mente.

"Advertisement”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *