“Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec” al Palazzo Reale di Milano

“Sempre e dovunque anche il brutto ha i suoi aspetti affascinanti; è eccitante scoprirli là dove nessuno prima li ha notati” Toulouse Lautrec (1864-1901)

Affascinato dalla vita notturna parigina, quella dei caffè, dei cabaret, dei teatri e dei bordelli di Montmartre, nell’immaginario comune Toulouse-Lautrec è da sempre associato alle icone da lui stesso create intorno a quel mondo. In effetti Lautrec è molto probabilmente il pittore che forse ne ha saputo cogliere meglio l’essenza, per nulla riluttante ad immergervisi lui stesso in prima persona, anche in virtù di una storia personale che lo aveva relegato al ruolo di outsider – quasi un freak – della società.

Ph. : Stefano Bonomelli
Ph. : Stefano Bonomelli

Il secondo appuntamento di Talking Art è appunto dedicato alla figura di quello che è sicuramente uno dei maggiori esponenti della  Belle Époque, in mostra in questi giorni a Palazzo Reale di Milano dal 17 ottobre 2017 sino al 18 febbraio 2018 con la rassegna a titolo “Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec”.

Ph. : Stefano Bonomelli

Si tratta di una grande mostra monografica che ripercorrerà l’evoluzione artistica di Toulouse-Lautrec – uno degli ultimi pittori impressionisti – il cui contributo alla pittura e all’arte in generale è spesso stato frainteso o sottovalutato proprio a causa di ciò per cui viene maggiormente ricordato, le celeberrime locandine dei locali notturni parigini.

La Mostra…

L’iter espositivo prende le mosse da una panoramica introspettiva sulla vita privata del pittore e della sua famiglia. Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec nasce a Albi, in Francia nel 1864. Proviene da una famiglia nobile e antichissima i cui principali interessi erano i cavalli, la caccia e la pittura. Due brutte cadute da cavallo, oltre ad una nociva consanguineità a livello di patrimonio genetico dovuta al matrimonio tra il padre e la cugina, portano il giovane Henri a dedicarsi esclusivamente all’arte. Così, dopo un preliminare periodo di formazione in cui i soggetti dei primi dipinti sono ovviamente costituiti esclusivamente da cavalli e cani, la mostra non può far altro che seguire diligentemente l’evoluzione dell’uomo e del pittore, che è ormai adulto e comincia ad interessarsi alla vita notturna di Parigi.

Ci si trova a camminare attraverso un’atmosfera di luce soffusa e impalpabile, in cui le tappezzerie rosso fuoco sembrano fatte apposta per rievocare il velluto dei saloni intimi e sensuali della Belle Époque, delle case chiuse e dei teatri. Vengono esposti 22 manifesti realizzati da Henri Toulouse-Lautrec ed accompagnati da studi e bozzetti preparatori dell’artista “maledetto”. Il progressismo dell’artista non si esprime soltanto nello stile e nei colori utilizzati, ma anche nei suoi contenuti che rivelano una costante attenzione alla vita moderna in tutti i suoi aspetti. Nota speciale per gli straordinari ritratti dei personaggi e del mondo dei locali notturni di Montmartre  (Goulue, Jane Avril, Yvette Guibert, Aristide Bruant).

Ph. : Stefano Bonomelli
Ph. : Stefano Bonomelli

Oltre 200 opere esposte…

Toulouse-Lautrec eseguì il suo primo manifesto per il Moulin Rouge nel 1891. Questa opera gli conferì una grande propulsione creativa, all’interno di quel percorso personale che culminerà nel risultato principale dell’attività del pittore, vale a dire mutare l’ottica dell’intero mondo dell’Arte nei confronti delle cosiddette “Affiches”, sino a quel momento considerate come un’arte minore e quindi trascurabile. A fronte di questa miopia iniziale dell’ambiente artistico in generale, le riviste dell’epoca invece, dimostravano di vedere già molto lontano. Settore relativamente nuovo dell’arte, le revues erano già allora il simbolo della modernità – il perfetto connubio tra arte, industria e commercio – e gli diedero sin dall’inizio ampio spazio e risalto. Incoraggiato dal riscontro percepito, Lautrec si impegna pertanto nella creazione frenetica di manifesti e litografie. Tra il 1891 e il 1900, realizzò 31 manifesti e quasi 325 litografie che gli permisero di farsi conoscere da un pubblico immenso.

Ph. : Stefano Bonomelli

Lautrec si dedica con una serie di litografie chiamate “Elles” (che non riscuoterà il successo voluto) a raccontare il lato più intimo dei bordelli, dove le prostitute sono ritratte nei momenti di quotidianità ed intimità. E’ soltanto all’interno delle maisons closes infatti, che diceva di sentirsi veramente a “casa”. Affermava di averci trovato ”donne della sua stessa statura” (soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica delle ossa e non superava il metro e mezzo di statura).


Naturalmente questa esistenza “bohemien” e priva di regole gli presenta abbastanza in fretta il conto da pagare; il suo stile di vita dissoluto lo porta a morire molto giovane a soli 37 anni, colpito dalla sifilide e alcolizzato.


La mostra ospita inoltre anche alcune rare e preziose stampe di maestri giapponesi che hanno seguito un percorso simile a quello di Lautrec, fra cui la serie completa della Maison Verte di Utamaro (illustratore giapponese vissuto nella seconda metà del Settecento) che raffigura l’ambiente dei postriboli di Edo, l’antica Tokio.

 

Maison Verte di Utamaro
Maison Verte di Utamaro

Per maggiori informazioni…

La mostra è a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec ad Albi) e Claudia Zevi, promossa e prodotta da Comune di Milano-cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi. Si divide in 12 sale in sezioni tematiche, oltre 250 opere con ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati dall’artista, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali come la Tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museo Puškin di Mosca, il Museum of Fine Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte di San Paolo), e la Bibliotheque Nationale de France di Parigi, per non citare che i principali prestatori, e da diverse storiche collezioni private.

Info sulla mostra (link)

Ringrazio Electa per l’invito. 

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